Archivio curato da Paul Nicholls
Ottocento Oltremanica
Storie anglo-italiane
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Matilda Lucas Two Englishwomen in Rome 1871-1900, Londra 1938
Seguire le rigide regole del protocollo sociale britannico era arduo per un artista italiano, specie se indigente.
I mercanti potevano importare le loro opere in Gran Bretagna, ma agli artisti stessi servivano anche particolari appoggi, che in molti casi nascevano da un incontro artistico in Italia.
Spesso queste utili amicizie scaturivano da simpatie professionali: John Sargent, per esempio, assecondava Antonio Mancini nella ricerca di commissioni oltremanica perché ne ammirava profondamente l’abilità.
Il più delle volte, poi, i mecenati inglesi erano anche pittori dilettanti, a cui gli artisti italiani davano lezioni e i casi documentati sono diversi.
Prima di sbarcare a Londra nel 1865, Antonio Fontanesi era stato maestro di alcune giovani inglesi di buona famiglia in Svizzera, che senz’altro poi lo appoggiarono in patria.
Alessandro Castelli fu probabilmente preso in simpatia dall’ambasciatore Sir Augustus Paget perché la moglie, Lady Walburga, dipingeva.
Nino Costa aveva trovato in George Howard oltre che un protettore, anche un pittore ricettivo alle sue teorie artistiche.
Giovanni Boldini, già insegnante di Isabella Falconer a Pistoia, coltivava senz’altro l’amicizia del Maggiore Cornwallis-West per poterne ritrarre la bellissima moglie americana Jenny, godendo indirettamente di una presentazione qualificata nell’alta società inglese.
Telemaco Signorini dava lezioni a Blanche Strahan, moglie di Arthur Lemon, e Cabianca allo scrittore Edwin Bale.
Daniele Ranzoni incontrò Edward Medleycott in villeggiatura sul lago Maggiore a villa Troubetzkoy e senz’altro insegnava ai suoi figli, Mervyn Bradford e Hubert James: proprio da questo primo contatto nacque l’invito a recarsi in Inghilterra nel 1877.
Giuseppe Raggio e Onorato Carlandi, invece, davano lezioni ad alcune benestanti pittrici inglesi, che poi seguirono le loro sorti in Gran Bretagna, forti anche del rapporto con Anne e Matilda Lucas.
Grazie alla sua collaborazione in un collegio per pittrici inglesi, fondato a Roma nel 1878, Michele Cammarano riuscì a esporre Il covo dei briganti alla Lady Artists’ Gallery a Londra l’anno seguente.
Altre reti di conoscenze e scambio, che favorirono la fortuna degli artisti italiani in Gran Bretagna, si svilupparono all’interno delle colonie anglo-americane di Firenze, Roma e Venezia, dove l’artista italiano diventò presto “maestro”, “professore” o “cavaliere”: non a caso, la Società Artistica di Firenze fu fondata nel 1874 da Robert Spranger, un pittore inglese.
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