Archivio curato da Paul Nicholls
Ottocento Oltremanica
Storie anglo-italiane
“VANITY FAIR”: GALLINA DALLE UOVA D'ORO Home < Indietro
Carlo Pellegrini (Ape) William Hepworth Dixon, Vanity Fair 1872
Il crescente numero di riviste nella seconda metà dell’Ottocento aumentò la domanda di buoni illustratori.
Per alcuni artisti quello di illustratore era un mestiere vero e proprio e ben remunerato, per altri solo un modo di arrotondare i guadagni: secondo il pittore George du Maurier, vignettista satirico di “Punch”, l’illustrazione era la gallina dalle uova d’oro.
Così “Vanity Fair”, lanciata nel 1868, attirò la mano mordace di Carlo Pellegrini, inventore di uno stereotipo imitato da diversi caricaturisti inglesi, ma anche da Adriano Cecioni, Melchiorre Gioia e Libero Prosperi: tra i loro illustri colleghi figuravano James Tissot e Leslie Ward. Anche altri italiani contribuirono a periodici d’attualità. Tra il 1893 e il 1898, Ettore Tito collaborò a “The Graphic” con quattordici disegni raffiguranti scene di vita contemporanea a Londra, Venezia e in Svizzera. Gennaro d’Amato lavorò per lo stesso periodico e a fine secolo anche come inviato speciale per “The Illustrated London News”, guadagnando talmente tanto da far scoppiare d’invidia Antonio Mancini, che si trovava a Londra nello stesso periodo. Un altro napoletano, Fortunino Matania, illustrò l’incoronazione di Edoardo VII nel 1902, e poi tutti gli eventi a cui partecipò la famiglia reale, fino all’incoronazione di Elisabetta II nel 1953; nel 1904 fu accolto nella redazione di “The Sphere” e fece anche dei reportage durante la Grande Guerra.
Negli ultimi cinque anni del secolo Domenico Morelli, Francesco Paolo Michetti e Giovanni Segantini furono invitati a contribuire con alcune tavole alla Bibbia di Amsterdam, un’iniziativa editoriale internazionale, presentata in anteprima a Londra nel 1901 e molto elogiata dalla stampa britannica.
Nel 1885 furono richiesti a Telemaco Signorini gli stampi già usati in Italia per un suo libro autobiografico, da utilizzare per un nuovo volume inglese, mai pubblicato.
A Edoardo de Martino, invece, fu commissionata una serie di riproduzioni per una storia della marina militare britannica, uscita su “The Graphic” dal 1894 al 1897. Comunque, chi riuscì meglio come illustratore di vedute italiane per l’editoria inglese, fu senz’altro Alberto Pisa: le sue opere continuarono a essere riprodotte su libri di ampia diffusione, fino al Novecento avanzato.
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